Sumy, fronte ucraino, 05 Luglio 2025.
La storia di Thomas D’Alba, l’ex paracadutista della Folgore diventato foreign fighter per Kiev: “Soldato dalla parte dei bambini. Era un uomo gentile”
– Ucciso mentre combatteva in Ucraina, a soli 40 anni. La vita del foreign fighter Thomas D’Alba, ex paracadutista della Folgore, musicista ed insegnante del Legnanese, è stata segnata da scelte coraggiose e radicali.
– Dopo una carriera nella musica e l’impegno come docente alla scuola ’Niccolò Paganini’ di Legnano, aveva deciso di lasciare tutto per unirsi volontariamente all’esercito ucraino, in prima linea contro l’invasione russa.
– Residente a Rescaldina e domiciliato a Legnano, D’Alba era conosciuto in città non solo per la sua passione per la musica, in special modo per la batteria, ma anche per la riservatezza e l’umanità che lo contraddistinguevano.
-«Thomas era un insegnante straordinario, generoso, innamorato della musica e dei suoi studenti – raccontano dalla scuola Paganini –. Non ha mai smesso di suonare, nemmeno in Ucraina. Speriamo ancora che la notizia della sua morte sia un errore».
– Vladislav Maistrouk, attivista e content creator ucraino, conosceva Thomas personalmente: «Era un uomo gentile e coraggioso. È caduto combattendo per l’Ucraina, ma anche per l’Europa». «Thomas ha insegnato per quasi dieci anni qui – spiega Fabio Poretti, direttore della scuola –. Non aveva parlato apertamente della sua partenza, ma siamo rimasti in contatto. Mi raccontava dei suoi momenti lontano dal fronte, quando andava a suonare per i più piccoli negli ospedali. Era un impegno che andava oltre il dovere militare, era qualcosa di profondamente umano». «Non era uno sprovveduto», spiega Maistrouk nel suo post, «Ci siamo conosciuti a Kyiv, e passammo serate a parlare, come se fossimo dei personaggi di Remarque. L’ultima volta che ci parlammo, ad inizio di giugno. Thomas era in missione, e si vantava di avere un nuovo “amico” – un Fpv russo (un drone, ndr), inesploso a 1,5 metri dalla sua postazione. Non si lasciava affliggere, neanche in quei momenti». Maistrouk completa così il suo ritratto: «Una cosa che mi disse Thomas, e che vorrei leggessero gli italiani, soprattutto chi dubita, o chi è contro: “Sono stato in molte missioni all’estero, ed a volte mi chiedevo se fossi dalla parte giusta. In Ucraina non ho mai avuto questo dubbio. Gloria agli eroi!»
– Il cantautore Fabio De Vincente ha fornito all’Adnkronos una bella testimonianza su Thomas: “Ho conosciuto Thomas un anno fa in Ucraina, in un locale dove c’era un pianoforte. L’ultima volta che sono stato in Ucraina, due, tre mesi fa, ho fatto piccoli concerti negli ospedali e nei centri di riabilitazione e Thomas mi ha accompagnato. Ho condiviso con lui il piacere di fare del bene. Mi ha colpito la sua lucidità nell’essere vero, etico, puro, sincero.”

E’ cosi che voglio ricordarti fratellino, la nostra prima volta al Raduno dei Veterani CCS del IX Btg. Col Moschin. Abbiamo fatto il 1° millino con la tua macchina, abbiamo condiviso storie, cibo e vestiti (mi hai prestato la cerata!!!).

La tua passione per la batteria la hai trasferita a tante persone e non solo come lavoro alla scuola di musica.

Lo sapevi che non condividevo la tua scelta, ma l’ho sempre rispettata e non ti ho mai giudicato, anzi!
Il dolore è immenso, il resto sono solo chiacchiere!
CIAO THOMAS…

